Dietro un titolo clickbait si nasconde un libro di crescita personale diretto e senza fronzoli, a volte brutale, e con un linguaggio un po’ scurrile. Ma se riesci ad andare oltre allo stile di scrittura, La sottile arte di fare quel c***o che è un libro che vale la pena leggere!
Questo libro non ti insegnerà a ottenere o a guadagnare qualche cosa, ma piuttosto a perdere e a lasciare andare. Ti insegnerà a fare l’inventario della tua vita e a liberarti di tutto, tranne che delle cose più importanti. Ti insegnerà a chiudere gli occhi e a confidare nel fatto che puoi cadere all’indietro ed essere comunque okay. Ti insegnerà a sbatterti di meno. Ti insegnerà a non provare.
L’autore ci dà la sua ricetta per ottenere la felicità.
Ma quindi, come è possibile fare quel c***o che ci pare?
Partiamo dal concetto che la vita non ci deve nulla, non c’è mai un debito o un credito.
Quello che è gratis non ci rende felici
E che per ottenere davvero la felicità, qualunque significato vogliamo attribuire a questa parola , dobbiamo metterci uno sforzo e fare un po’ di fatica, perché non c’è niente che sia gratis, donato o regalato, che noi apprezziamo davvero.
In fondo, la felicità non è altro che la risoluzione di un problema.
La felicità non è sentirsi continuamente sotto stress per ottenere qualcosa di più, perché sbattersi per avere sempre più cose fa bene all’economia. In realtà, quello che succede è che noi continuiamo ad inseguire un oggetto, ma una volta ottenuto, i nostri obiettivi e i nostri desideri cambiano e quindi partiamo all’inseguimento di un nuovo oggetto che pensiamo possa renderci ancora più felici.
Ed è proprio questo il problema.
Quello che ci rende felice oggi non ci renderà felice domani, perché questo è insito nella nostra biologia.
E allora come è possibile raggiungere la felicità? Quello che devi fare è provare a cambiare la tua domanda. Invece di chiederti che cosa potrebbe renderti felice, prova a chiedere che cosa che sei disposto a fare, qual è il dolore o il sacrificio che sei disposto ad accettare per ottenere la felicità?
Che è un altro modo di dire tutti quanti vogliono andare in paradiso, ma nessuno è disposto a morire.
Fermati e ripensa i tuoi valori.
I valori sono il metro di giudizio con cui misuri te stesso e anche gli altri. Sei ben chiaro i tuoi valori e quello che è davvero importante per te ti sarà molto più facile procedere con il resto e scegliere le tue battaglie.
Non possiamo dire di sì a tutto.
Devi imparare a dire di no per essere felice e dire di no significa scegliere le tue battaglie. Scegliere per che cosa vuoi davvero impegnarti. Per dare davvero valore a qualche cosa devi necessariamente rinunciare a qualcos’altro.
Cosa è il successo?
La nostra società ci ha insegnato a misurare la felicità con il successo. Ma è davvero così?
Se una persona ha una Ferrari è felice! … o no?
Una persona che ha una Ferrari è felice se desiderava una Ferrari.
Se una persona ha una Panda e desidera una Ferrari, sicuramente non è felice. Ma cosa succede se una persona possiede una Panda e voleva davvero una Panda? Ad esempio, se vuoi andare sulla neve o in montagna, la Panda è sicuramente molto meglio di una Ferrari.
… e poi muori
E poi muori è l’ultimo capitolo di questo libro.
Ma non preoccuparti perché non è assolutamente una conclusione triste o deprimente, anzi direi tutt’altro. Se impari a accettare la morte come una parte che esiste e che arriverà dalla tua vita, impari a rivalutare anche ogni istante della vita stessa, dandogli un incredibile valore, riuscendo quindi a vivere più intensamente e proprio come vorresti.
Tre lezioni che ho imparato
Ci sono ben tre concetti fondamentali che mi porto a casa dalla lettura di questo libro.
Ed eccoci alle tre lezioni che mi porto a casa da questo libro.
1. Non sei speciale
Contrariamente a quanto spesso ci viene detto, Manson afferma che nessuno di noi è effettivamente una persona speciale, che non tutti siamo destinati ad essere delle persone straordinarie. Questa idea che all’inizio è stato un po’ come uno schiaffo in pina faccia, in realtà non è unino alla tristezza, anzi, esattamente il contrario, perché l’accettare di dover essere delle persone normali ci libera dalla pressione di dover per forza sempre dimostrare il nostro valore. E quindi questo ci apre alla possibilità di essere felici.
2. Responsabilità personale
Anche se nessuno di noi è il responsabile di quello che accade, e di questo non abbiamo assolutamente nessuna colpa, siamo invece responsabili della nostra reazione e del nostro comportamento, quindi in pratica delle nostre esperienze. Anche, e forse soprattutto quando non possiamo controllare quello che ci accade.
3. Il fallimento fa parte del gioco della vita
Ultima, ma non per importanza. Quando inizi ad accettare questo concetto e ad usarlo come strumento di miglioramento e di crescita, sei già sulla buona strada. Sbagliare ci permette di imparare e di crescere.
Se l’argomento di crescita personale è di tuo interesse, guarda la playlist Book2Read sul mio canale YouTube e anche la playlist relativa alle potenziamento del cervello dove troverai tutti i libri che ho già recensito e non perderti neppure questa, dove ti racconta il funzionamento del cervello e ti spiego come questa conoscenza possa essere applicata nella vita di tutti i giorni.