Una singola azione ripetuta nel tempo può trasformare tutta quanta la tua vita.
Trasforma il nuovo anno con le abitudini
Hai puntato tutto sul 2026 e desideri che sia il tuo anno incredibile?
L’anno della rivoluzione e della trasformazione, ma soprattutto l’anno in cui raggiungerai tutti i tuoi obiettivi!
E cosa stai facendo per prepararti?
Se continui a fare esattamente le stesse azioni che hai compiuto nel 2025 o anche solo negli anni precedenti, ti rivelo subito una verità molto scomoda e che probabilmente non ti farà piacere: anche il 2026 sarà identico al 2025.
E dal punto di vista emotivo, forse anche peggiore.
Ho già parlato in un video precedente della profezia auto avverante: qualunque aspettativa tu abbia per il nuovo anno, verrà confermata a causa del bias di conferma.
La buona notizia è che tutto questo si può cambiare.
Negli ultimi anni ho dedicato tantissimo il tempo, studio, approfondimento e anche test, prima su di me e poi anche sui clienti che ho seguito, sulle abitudini, per capire prima di tutto come funzionano dal punto di vista neuroscientifico e poi per trasformarle in qualcosa di concreto.
Micro abitudini che trasformano la vita
Solo nell’ultimo anno, sfruttando il potere delle abitudini, sono riuscita a leggere più di venti libri e anche a continuare lo studio dello spagnolo che avevo iniziato quando vivevo alle Canarie, utilizzando uno strumento come Duolingo.
I successo di Duolingo è basato tantissimo proprio sul potere delle abitudini
- lezioni corte,
- pochi minuti al giorno,
- gamification,
- relazioni
- notifiche alla stessa ora
Ormai sono più di 400 giorni che faccio una piccola lezione di spagnolo.
Il fallimento dei buoni propositi
Alzi la mano chi almeno una volta nella vita ha fatto dei buoni propositi prima dell’inizio dell’anno, magari a gennaio, che però sono drasticamente falliti più o meno a febbraio.
Il problema non è la mancanza di volontà, ma il fatto è che stiamo combattendo contro il nostro stesso cervello.
Quando qualcosa non ci soddisfa e pensiamo di cambiare, quello che tendiamo a fare è quello di fare all in, o tutto o niente.
Ma spesso in questo desiderio ci scordiamo un piccolo fattore: la vita reale.
E tutto questo infatti funziona quando siamo proprio all’inizio, carichi di entusiasmo, di energia.
Poi cosa succede quando incontriamo la prima difficoltà? Molliamo tutto.
Ma come ti ho detto all’inizio, tutto questo può essere cambiato. Serve un sistema.
Cosa succede se non cambi nulla e continui a ripetere esattamente passo dopo passo ogni singolo giorno della tua vita?
Non puoi vivere 75 volte lo stesso anno e chiamarlo vita – Robin Sharma
Cosa succede se invece parti dallo stesso punto di partenza ma ogni giorno fai qualcosa di un pochino diverso?
Una piccola, singola, micro abitudine.
Alla fine dell’anno ti troverai in un posto completamente diverso, con la costanza, giorno dopo giorno. E senza accorgertene.
Valori, pensieri, azioni, abitudini e… identità
Ma non basta pensare di cambiare, è il momento di muoversi.
Partendo dai tuoi valori, puoi cambiare completamente tutta la tua identità e quindi cambiare i risultati che puoi ottenere.
I valori sono quelli che guidano e filtrano i tuoi pensieri. I tuoi pensieri guidano le tue parole, le tue parole muovono le azioni e le azioni generano i cambiamenti. I cambiamenti ripetuti non sono altro che le abitudini.
E le abitudini modificano la tua identità.
E quindi, come ho detto prima, i risultati.
Cosa sono le abitudini
Ma cosa sono in realtà le abitudini?
Possiamo definire le abitudini come un modo che ha il nostro cervello per risparmiare energia. E sappiamo tutti benissimo quanto sia fondamentale e importante l’energia.
Introdurre una nuova abitudine vuol dire imparare qualche cosa di nuovo.
Cervello e abitudini
E ogni volta che si parla di imparare, dobbiamo introdurre anche il concetto di neuroplasticità. La neuroplasticità del cervello non è altro che un cambiamento che avviene all’interno del nostro sistema nervoso in risposta a un’esperienza.
Neuroplasticità
Quello che va a cambiare è la connessione tra i vari neuroni, cioè la comunicazione tra di essi. I neuroni comunicano tra di loro con dei segnali che possono essere di tipo elettrico o di tipo chimico. E questa comunicazione alla fine non è altro che un segnale per dire al neurone successivo se deve attivarsi o no. In pratica una sorta di interruttore.
Per semplificare, puoi immaginare il sistema di neuroplasticità un po’ come se fosse un flipper: la pallina parte sempre dalla parte alta e arriva nella parte bassa, ma la strada che percorre è diversa a seconda di tanti fattori: la forza impressa, il tipo di impatto, ecc.
Possiamo dire che le nostre abitudini sono che dei percorsi neuronali che sono diventati automatici. Un po’ quello che succede quando guidi e percorri lo stesso tragitto ogni singolo giorno e ti trovi a destinazione senza neanche renderti conto del percorso svolto.
Obiettivo vs sistema
Prima di andare avanti dobbiamo capire bene la differenza che esiste tra un obiettivo e un sistema.
L’obiettivo potrebbe essere, legandomi a quello che ho detto prima della lettura, voler leggere almeno 10 libri entro la fin dell’anno. Un sistema, invece, è la direzione nel percorso il come voglio arrivare alla lettura.
Ad esempio posso dire che voglio leggere esattamente 20 pagine ogni singolo giorno. Gli obiettivi, come ho detto prima, molto spesso dipendono dalla nostra motivazione. I sistemi, invece, funzionano proprio perché sono indipendenti dal nostro stato d’animo.
La forza di volontà è come un muscolo che si stanca. Le abitudini, invece, sono come un fiume che scava il suo letto nella roccia. All’inizio serve energia, ma poi il percorso diventa così profondo che l’acqua scorre da sol. Per questo le microabitudini funzionano, dove la forza di volontà, invece, fallisce. Sono così piccole che non richiedono motivazione, ma, se ripetuti nel tempo, creano cambiamenti enormi.
Il percorso SPACE è basato sulla formula T = C3, cioè il tempo non è altro che il risultato dato dall’interazione di corpo, cervello e calendario. E le ab
itudini in tutto questo, sono un alleato preziosissimo.
Gli studi infatti ci dicono che oltre il 75% delle azioni che noi svolgiamo quotidianamente al nostro risveglio sono proprio date dalle abitudini.
Chi vuoi diventare: cambia la tua identità
Prima di capire quali sono le abitudini che vuoi instaurare, devi prenderti un momento di tempo per capire qual

è l’identità che vuoi raggiungere, qual è il nuovo te. Se, ad esempio, l’anno prossimo hai deciso di arrivare a correre almeno 10 km senza avere il fiatone, prima di iniziare a correre, lavora sulla tua identità. Devi identificarti e riconoscerti come una persona sportiva.
La mia esperienza con la lettura lo dimostra. All’inizio mi sforzavo di leggere 20 pagine al giorno, ma dopo qualche mese non è più stato necessario, è diventata una parte della mia nuova identità.
Quanto tempo ci vuole per una nuova abitudine
E letto da qualche parte che ci vogliono 21 giorni per instaurare una nuova abitudine, sappi che questo non è assolutamente vero. Non esiste un numero esatto di giorni per instaurare una nuova abitudine.
Dipende prima di tutto dall’abitudine, ma anche dalla persona.
In uno studio pubblicato nel 2010 di Lally gruppo di controllo hanno studiato un’abitudine semplice come quella del fare una passeggiata dopo cena. Per alcune persone ci sono voluti 18 giorni mentre per altri sia arriva a 254 giorni.
Il riferimento dello studio per considerare l’abitudine formata è stato compiere il gesto senza un particolare sforzo mentale.
Io, ad esempio, nel mio diario Work better Live MORE, ho introdotto un calendario di 12settimane, un periodo di tempo medio per poter iniziare ad instaurare una nuova abitudine, e anche vedere i primi risultati che, con un effetto domino, sono quelli che poi ti caricheranno e ti porteranno a voler proseguire la nuova abitudine per portarla fino al termine dell’anno e anche oltre.
Io tutto questo sistema e anche la checklist delle mie abitudini l’ho riportata tutta all’interno di un file in Notion, che vado semplicemente ad aggiornare ogni singolo giorno.
All’interno non c’è solo la checklist, ma c’è anche tutto il mio sistema di produttività, che ti mostrerò prossimamente.
Come si elimina un’abitudine cattiva
La formazione di una nuova abitudine funziona esattamente come l’eliminazione di una prossima abitudine. Quindi facciamo un esercizio pratico sul sistema delle abitudini, che dura meno di due minuti e ti permetterà da subito di applicare e di comprendere i concetti che ho appena spiegato in questo video.
Pensa all’obiettivo che vuoi raggiungere e fa in mente locale, cercando di capire qual è quell’abitudine che ti ostacola, che ti fa perdere tantissimo tempo. Una cattiva abitudine che vedo, che viene citata tantissimo durante i miei corsi, è il fatto di essere distratti dalle notifiche che arrivano o sul cellulare o sul computer. Userò questo come esempio.
Per ricordarmelo ho chiamato questo sistema AMAR:
- attivazione,
- motivo,
- azione e
- ricompensa.
Attivazione
Partiamo dall’attivazione, ovvero qual è il trigger, qual è il segnale che scatena poi l’abitudine?
In questo caso potrebbe essere il suono della notifica, un po’ come il cane di Pavlov.
Motivo
Il secondo step è identificare il motivo che scatena l’azione. Potrebbe essere, ad esempio, la noia.
Azione
Il terzo step è l’azione. Cosa è che fai effettivamente? Nel mio caso, quello che ho notato è che molto spesso quando sento un suono di una notifica, prendo in mano il cellulare, leggo la notifica e poi, visto che ho già il cellulare in mano, controllo le e-mail, leggo il tempo, leggo le notizie, scrollo i social. Intanto il tempo passa.
Ricompensa
Molto importante è identificare la ricompensa che ne otteniamo. Nel caso dei social, ad esempio, può essere una scarica di dopamina, la sensazione di essere connessi con il resto del mondo o semplicemente un modo per evitare di fare qualche cosa molto più impegnativo.
Ora, il trucco sta nel tenere fissa la prima e l’ultima parte, ovvero il trigger, l’attivazione scatenante e anche la ricompensa, ma cambiare la parte centrale, la motivazione e l’azione che ne deriva. Detto in parole poveri, se la nostra motivazione, ad esempio, è la noia e la ricompensa è quella di avere una distrazione, quello che possiamo non fare semplicemente alzarci dalla nostra scrivania e prepararci un tè.
Meglio ancora fare degli esercizi di stretching. In questo modo la ricompensa è simile, cioè la pausa mentale, ma l’azione eseguita è decisamente più sana.
Una singola azione, ripetuta nel tempo può trasformare tutta quanta la tua vita, molto di più di una grande decisione. Il 2026, così come qualsiasi altro anno, non dipenderà da quello che deciderai a gennaio, ma dalle piccole singole scelte che operi ogni singolo giorno.
Quindi, scegli la tua micro abitudine e inizia la tua challenge con te stesso.